AR e VR nel settore farmaceutico
Ott 09 2020

AR e VR nel settore farmaceutico: esempi e opportunità

Pare che AR e VR nel settore farmaceutico – porzione del più ampio ambito life science – abbiano larga possibilità di applicazione, a vantaggio di aziende, operatori dell’ecosistema sanitario (farmacisti, medici) e pazienti.

 

Un settore che si evolve verso il low touch

“Con un poco di AR/VR la pillola va giù…”.

Forse è così che canterebbe una Mary Poppins 4.0 a due moderni adorabili bambini. È stato sperimentato infatti che l’utilizzo di tecnologie immersive – ad esempio l’applicazione VR SnowWorld utilizzata in un reparto ustionati – riesce a ridurre la percezione del dolore anche del 50%. Questo tra l’altro è solo uno dei tanti esempi e dati che dimostrano la sempre maggiore osmosi tra tecnologie digitali e settore farmaceutico.

Secondo gli esperti di Quantzig’sRecent technological advancements are expected to encourage the growth of this industry in the years to come”: la tecnologia può essere quindi un fattore abilitante per un’intera industria. Secondo McKinsey anche nel settore farmaceutico la pandemia ha forzato una accelerazione della digitalizzazione su tutti i segmenti della catena del valore. IQVIA ha recentemente rilevato che l’80% dei medici è favorevole ad un maggiore contatto on line con le aziende farmaceutiche, la cui comunicazione è destinata ad essere sempre di più multicanale.

“Lo scenario COVID-19 ha creato una forte accelerazione verso uno scenario low-touch”– dichiara Gianfabio Forti, Digital Health Lead Italy per Capgemini Transformation Consulting. “Una recente ricerca del Capgemini Research Institute ha evidenziato come i consumer siano molto più inclini a utilizzare la tecnologia per accedere a servizi healthcare remoti rispetto a prima (40% vs 29%) creando di fatto un nuovo ambito di sviluppo per i servizi AR/VR”.

AR e VR nel settore farmaceutico

AR/VR/MR nel farmaceutico: alcuni esempi e casi d’uso

 

 

#1 | Training virtuale sui macchinari da laboratorio

E’ il caso d’uso più diffuso. La formazione su macchinari complessi, ad esempio un analizzatore molecolare, è uno scenario in cui la realtà virtuale può accelerare, rendere più efficace e persino interessante – a tutto vantaggio della user experience – l’insegnamento di procedure complesse o noiose. Grazie alla replica in ambiente virtuale, chi dovrà utilizzare le macchine può essere guidato e provare le istruzioni necessarie, sbagliare in ambiente sicuro, e imparare più in fretta e in autonomia. Stesse potenzialità possono essere sfruttate sulla parte di sales training, ad esempio rivolto al personale della vasta rete delle farmacie, con enormi risparmi sui costi di trasferta dei rappresentanti delle case farmaceutiche.

 

#2 | Manutenzione aumentata su attrezzature medicali

Le soluzioni di realtà aumentata sono particolarmente utili per supportare l’assistenza remota. Istruzioni per il collaudo o la manutenzione di un ecografo ad esempio possono essere rese fruibili ad un tecnico sotto forma di istruzioni contestuali che vengono visualizzate nello specifico punto della macchina su cui l’operatore dovrà andare ad agire. E’ anche possibile mostrare ad un centro di supporto quello che il tecnico vede in tempo reale, perché quest’ultimo possa essere aiutato da remoto, in tempo reale.

 

#3 | Eventi virtuali e augmented webinar

Il marketing è sicuramente una delle divisioni nelle società farmaceutiche più interessate alle applicazioni immersive. In un momento di distanziamento sociale, con la realtà aumentata è possibile rendere il contenuto dei webinar rivolti a medici o informatori molto più ricco ed interattivo. Volendo fare un passo un po’ più lungo, ormai con la realtà virtuale riusciamo a ricostruire l’esperienza di fiere e convegni: i medici possono entrare in un Virtual Experience Center. Creare un proprio avatar. Assistere alla presentazione di casi e ricerche. Interagire con i colleghi. Incontrarsi in aree riservate e avere conversazioni private con i rappresentanti. Tutto in sicurezza.

Due esempi interessanti sono MedStart (app AR) e Beautiful Inside, installazione digitale interattiva sviluppata per DOC Generici in occasione del Meeting di Rimini 2019 basata sul real-time body-tracking (via Kinect).

AnotheReality – “Beautiful Inside”, kinect experience per Doc Generici [2019]

 

#4 | Showcasing dematerialization

Nell’ipotesi in cui gli eventi si possano continuare a fare, con format diversi e in modalità ibrida rispetto agli incontri remoti, AR e VR sono di grande aiuto anche nelle esperienze di presentazione prodotto, dai configuratori virtuali fino a contenuti approfonditi in AR, con cui rendere la presentazione dei prodotti più efficace e memorabile.

 

#5 | Education

Proprio perché l’impatto emotivo di queste esperienze è così forte e memorabile, si può pensare all’uso di queste applicazioni anche a scopo educativo. Questo è applicabile, nuovamente, ad un target B2B (forza vendita) ma anche al grande pubblico, ad esempio ai pazienti: pensiamo a quanto potrebbe essere efficace ad una postazione freestanding all’interno di una farmacia, di una clinica o di un ospedale o persino di un centro commerciale. O un’esperienza immersiva durante un convegno. O una postazione all’interno di una fiera del fitness, per un certo tipo di farmaci.

 

#6 | Terapie e riabilitazioni

Qui si aprono scenari davvero affascinanti, poiché la realtà virtuale è una tecnologia trasformativa, ossia una tecnologia che permette di innescare nel nostro cervello un vero e proprio processo di cambiamento grazie alle forti emozioni generate dagli stimoli sintetici. La VR può trovare applicazione nelle terapie basate su Biofeedback e Neurofeedback. In psicoterapia. E, persino più facilmente, anche in fisioterapia: la realtà virtuale abbinata al motion capturing 3D consente di tradurre accuratamente i movimenti reali su un avatar che può essere visualizzato in un ambiente virtuale: l’allenamento, diventando un gioco, diventa molto più efficace, come provato da ormai molti studi.

 


KPI e Conclusioni

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Da più fonti leggiamo che le tecnologie immersive aumentano di 2 volte la memorabilità delle informazioni, abbattono del 40% i tempi della formazione e aumentano il gradimento degli utenti rendendoli fino all’88%, con un impatto positivo sia sulla customer experience che sul brand. KPI importanti – abbiamo citato il caso di SnowWorld – sono stati verificati anche in ambito neuroscientifico, psicoterapeutico e persino in fisioterapia.

Contattaci se vuoi scoprire qualcosa in più su come alcune aziende farmaceutiche hanno innovato il proprio approccio al mercato grazie alle tecnologie immersive.
 

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