Occhiali realtà aumentata - © Google
Ott 20 2020

Occhiali realtà aumentata tra passato e futuro: a che punto stiamo

La Realtà Aumentata sta diventando una tecnologia importante per la nostra quotidianità. Ma quali sono gli strumenti per visualizzarla? Serve indossare un visore o basta utilizzare il cellulare? Vediamo a che punto stiamo.

 

Mondo reale e Realtà Aumentata

Gli oggetti materiali, il luogo dove viviamo o l’arredamento stabiliscono gli spazi reali all’interno dei quali ci muoviamo e svolgiamo le nostre attività quotidiane.

Ne prendiamo coscienza utilizzando continuamente i nostri cinque sensi, dalla vista al tatto; ma possiamo arricchirli attraverso l’immaginazione.

Possiamo definire la Realtà Aumentata come il punto di tangenza tra il mondo fisico da noi percepito e i contenuti digitali collegati al mondo reale, che risulta arricchito con nuove informazioni e significati: questo è il punto in cui scaturiscono nuove emozioni.

 

Quando abbiamo iniziato a parlare di Realtà Aumentata

Nel 1966 Ivan Sutherland, uno dei pionieri della computer grafica, sviluppa un dispositivo chiamato “The Ultimate Display”, anche noto come “spada di Damocle” per via del minaccioso braccio meccanico che lo tiene ancorato al soffitto. Viene di fatto considerato il primo visore di realtà virtuale, anche se ci vorranno ancora alcuni decenni prima che Lanier nel 1989, inventi il termine di “Realtà Virtuale”.

Quando indossiamo un visore, accettiamo che la nostra mente si separi dal luogo in cui ci troviamo, pur restandoci fisicamente. Si è quindi sentita l’esigenza di sviluppare dei software in grado di riconoscere gli oggetti intorno a noi e che al tempo stesso ci permettesse di inserire informazioni aggiuntive come ologrammi e oggetti virtuali sia in 2D che 3D.

Nasce quindi la Realtà Aumentata, che diventa un compromesso tra il mondo completamente reale e il mondo completamente virtuale.

Nel 1990, Thomas Caudell, insieme a David Mizell – un ingegnere della Boeing – utilizza il termine di “Realtà Aumentata” per descrivere un dispositivo che aiuta gli operai nella disposizione dei cavi per l’assemblaggio degli aerei.
Ma bisognerà aspettare altri dieci anni prima che la Realtà Aumentata esca dai laboratori di ricerca.

 

La ricerca sul device più adatto per la AR (e un pò di storia)

Per anni si è lavorato allo sviluppo di software e hardware per la realtà aumentata.

I dispositivi per la visualizzazione della Realtà Aumentata, sono stati per molto tempo, soltanto webcam e telefoni; i tradizionali visori VR, risultavano troppo ingombranti ed ergonomicamente inadatti.
C’era bisogno di trovare un device che permettesse di visualizzare la proiezione delle informazioni digitali davanti ai nostri occhi, senza perdere il contatto comunicativo con l’ambiente circostante.
Qualcosa che facesse entrare completamente nella percezione di un mondo aumentato, che fosse in grado di farci visualizzare ologrammi, condividere le emozioni contemporaneamente con altri e soprattutto di liberare le nostre mani per interagire con l’ambiente.
Doveva essere leggero, indossabile e facilmente maneggiabile, proprio come un paio di occhiali.

Vuforia è stato uno dei primi gruppi di sviluppo software di AR per dispositivi mobili, che ha investito e utilizzato la tecnologia di visione artificiale per riconoscere e mappare immagini e oggetti 3D in tempo reale.

Nel 2012 gli sviluppatori di Valve (società americana che nel 2003 aveva lanciato sul mercato STEAM per la vendita dei videogiochi per PC), che da tempo lavoravano a un prototipo di occhiali per la Realtà Aumentata, pensarono di unire la tecnologia della Realtà Virtuale al mondo reale, riproducendo delle immagini 3D attraverso dei piccoli proiettori in miniatura, posizionati sugli occhiali a cui erano collegati.

Jeri Janet Ellsworth, hacker ed inventrice di chip per computer, assunta e licenziata da Valve, nel 2013, dopo aver fondato la sua startup Technical Illusions, annunciò di aver realizzato insieme al collega ex ingegnere di Valve, Rick Johnson, un sistema di sviluppo in Realtà Aumentata chiamato castAR, che combina elementi di Realtà Aumentata con elementi di Realtà Virtuale.

 

Occhiali realtà aumentata

Glass Enterprise Edition 2 with safety frames by Smith Optics. ©Google

 

Sempre nel 2013 ecco che arriva Google con i suoi occhiali per la Realtà Aumentata: i Google Glass, sviluppati da Foxcoon: gli occhiali di cui tutti hanno sentito parlare. Anche se le previsioni erano molto positive, nel 2016 il progetto declina e gli occhiali vengono ritirati dal mercato a causa di problemi legati alla violazione della privacy.

Mark Elliot Zuckerberg capisce subito la potenza di questa nuova tecnologia e investe negli anni acquisendo software sviluppati da startup (come Ctrl-Labs, che usa la tecnologia a interfaccia neurale), applicazioni del calibro di Instagram e WhatsApp. Ma soprattutto dà modo agli sviluppatori di accedere alla piattaforma di SparkAR, per creare filtri di Realtà Aumentata per Instagram. Con Facebook for Developers, permette agli utenti di usare alcuni tool open source, ma soprattutto con i Facebook Reality Labs, diffonde notizie su Realtà Aumentata, Realtà Virtuale e Intelligenza Artificiale.

Ma adesso…consigli per gli acquisti.

 

Quali sono oggi gli occhiali per la Realtà Aumentata più conosciuti?

Trovate qua sotto un breve elenco dei principali occhiali per la Realtà Aumentata, disponibili oggi sul mercato, inclusi alcuni modelli che gestiscono la mixed reality e che per semplicità includiamo nell’elenco.
Tra i più conosciuti:

La scelta sull’acquisto di questi occhiali è certamente soggettiva e legata a motivazioni economiche e applicative: è necessario capire quale sia lo scopo finale del loro utilizzo e indirizzare la preferenza in base all’effettiva esigenza.

 

Occhiali realtà aumentata: attualità e anticipazioni per il futuro

Un evento importante traccia il futuro degli occhiali realtà aumentata: il 16 settembre 2020 Facebook ed EssilorLuxottica (a molti nota per i Ray-Ban), annunciano al mondo intero, per voce di Mark Zuckerberg, l’inizio della loro collaborazione pluriennale per lo sviluppo di un paio di occhiali intelligenti, per vedere la Realtà Aumentata a marchio Ray-Ban, già dal 2021. Una partnership che vede la combinazione della tecnologia e delle app di Facebook, con la leadership di categoria Luxottica, i suoi marchi iconici, la sua eleganza, insieme alla tecnologia delle lenti Essilor e che inizia ad avvicinare concretamente gli occhiali AR ad un prodotto moda.

 

Occhiali realtà aumentata

Mark Zuckerberg @ Facebook F8 Developer conference 2020.

 

Nell’ambito della rincorsa Apple vs Facebook, un’altra nota di attualità riguarda il lancio di iPhone 12, che fa il suo ingresso in Italia tra pochi giorni.

La particolarità è che quest’ultima versione è dotata di uno scanner LiDAR -una particolare tecnologia di scansione digitale dell’ambiente – che offre agli utenti l’opportunità di vivere la realtà aumentata come mai prima d’ora. Ma di questo ne abbiamo parlato nel dettaglio in questo approfondimento.

Va ancora detto che Facebook, grazie al proprio Project Aria, oltre a fare diventare realtà il primo paio di occhiali entro il 2021, investirà moltissimo sulle possibili evoluzioni di questa tecnologia, per arrivare al prodotto “definitivo” tra pochissimi anni.

In questo percorso, la miniaturizzazione dei devices, oltre ai progressi di tecnologie complementari quali 5G e Remote Rendering, saranno forti abilitatori.

 

Conclusioni

Gli occhiali per la Realtà Aumentata hanno già percorso un sentiero abbastanza ricco sebbene tortuoso. Ma il futuro si prospetta più che tracciato, ricco di prodotti in via di rilascio e relativamente vicino al punto in cui tutti li indosseremo, nella nostra quotidianità, anche perché sempre di più si svincoleranno dal telefono, saranno oggetti connessi e di design. Ad esempio, li useremo per visualizzare informazioni e segnali di pericolo nelle strade. Per leggere sottoforma di ologramma ingredienti, ricette o promozioni al supermercato. Per controllare al volo le istruzioni per la riparazione di un macchinario. O per entrare in mondi e racconti esclusivi, come abbiamo già fatto nel caso della app da noi realizzata Mr. Fini – The Experience per il lancio dell’ultimo album di Gué Pequeno. Il 2021 sarà decisivo: noi siamo pronti a sperimentare tutte le novità.

 


Immagine di copertina articolo: ©Google (Fonte: www.google.com/glass/start/)

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