— A2A (Unareti)

La qualità della formazione tecnica non dipende dalla teoria. Dipende dalla ripetizione. Quante volte un operatore ha eseguito la procedura prima di trovarsi davanti al caso reale. Ma sulle cabine di media tensione la ripetizione è un lusso: pochi tutor senior disponibili, cabine attive che devono restare in servizio, nuovi assunti che aspettano il proprio turno per fare pratica. Con A2A abbiamo affrontato questo collo di bottiglia costruendo un training center virtuale dove la ripetizione smette di essere un vincolo, e diventa una scelta.
Le operazioni di manovra sulle cabine secondarie di media tensione richiedono conoscenza approfondita delle procedure, coordinazione manuale, e capacità di riconoscere gli stati corretti degli scomparti prima di ogni azione. Un errore può causare interruzioni di servizio, danni all’impianto, o mettere a rischio l’incolumità dell’operatore.
Il metodo di formazione tradizionale prevede l’affiancamento in campo su cabine reali, con tempi lunghi e la necessità di programmare gli interventi in modo compatibile con l’operatività della rete. Il risultato è un imbuto: pochi operatori senior disponibili a fare da tutor, cabine attive da non interrompere, e nuove leve che aspettano il proprio turno per fare pratica.
A2A, tramite la sua società di distribuzione Unareti, ha voluto affrontare questo problema con un approccio diverso: costruire un training center virtuale in cui gli operatori potessero fare pratica su procedure reali, senza vincoli logistici e senza mai mettere a rischio nulla né nessuno.

Abbiamo progettato e sviluppato l’A2A Training Center, un’applicazione VR custom su Meta Quest 3 dedicata alla formazione operativa sulle cabine di media tensione.
L’applicazione digitalizza sei procedure operative diverse su scomparti di media tensione, ciascuna sviluppata a partire da rilievi fotografici effettuati direttamente presso le sedi del cliente. L’ambiente cabina è modellato in 3D con fedeltà elevata sugli elementi rilevanti per la procedura, e ogni componente è interagibile secondo le stesse logiche del mondo reale.
L’esperienza è strutturata per accompagnare l’operatore lungo un percorso completo di apprendimento, esercitazione e verifica:
Il sistema fornisce feedback immediati, permettendo agli operatori di imparare attraverso l’esperienza diretta.

L’ingresso nell’applicazione non porta direttamente sulle procedure. Passa attraverso un tutorial breve, deliberatamente ambientato in uno spazio neutro (un limbo etereo), progettato per introdurre in modo progressivo le interazioni di base in hand tracking: come muoversi tramite teleport, come afferrare oggetti, come interagire a due mani, come osservare indicatori visivi.
Questa scelta risponde a un problema concreto: gli operatori della rete elettrica non sono nativi digitali di media, e mettere qualcuno per la prima volta in un ambiente immersivo complesso senza preparazione produce disorientamento e resistenza. Il tutorial è breve, lineare, e concettualmente separato dall’ambiente operativo, così l’operatore può concentrarsi solo su una cosa alla volta.

All’interno della modalità guidata è disponibile un tutor 3D attivabile tramite toggle. Non è un avatar antropomorfo, ma una coppia di mani olografiche che eseguono l’operazione corretta direttamente sul macchinario. La scelta di rappresentare il tutor come mani, e non come figura umana intera, è una decisione di design intenzionale: elimina distrazioni, mantiene il focus sull’azione tecnica, ed è più flessibile in termini di posizionamento sullo scenario.
Il tutor esegue una sola volta l’operazione dello step in corso. L’utente può decidere se richiamarlo per uno step specifico quando serve, oppure lasciarlo attivo per l’intera sessione. Questa flessibilità serve a supportare curve di apprendimento diverse: chi è al primo utilizzo lo tiene sempre acceso, chi ha già familiarità lo usa solo su passaggi complessi.

La modalità verifica è pensata per testare l’autonomia raggiunta. In questa modalità l’utente non riceve indicazioni testuali sugli step, deve ricordare la sequenza e applicarla. Il sistema fornisce solo feedback visivi minimi (un check verde a conferma di un’azione corretta, un triangolo di avviso se l’azione è eseguita nel momento sbagliato).
A fine procedura, un pannello di riepilogo mostra il numero di errori commessi, il numero di aiuti richiesti, il tempo impiegato, e una valutazione finale a lettera. La valutazione è chiara, immediata, e permette all’utente di capire subito dove migliorare senza bisogno di interpretazioni. Se il risultato non convince, si può riprovare direttamente in modalità verifica, oppure rientrare in modalità guidata per rivedere la procedura.
Il valore tecnico di un simulatore di procedure non risiede nella grafica, ma nella fedeltà alle procedure reali. Un ambiente bellissimo che simula la procedura sbagliata è peggio di un manuale cartaceo.
Per questo motivo, l’intero progetto è stato sviluppato in stretta collaborazione con i tecnici di Unareti. Le procedure sono state formalizzate step by step su un file condiviso in cui, per ogni azione, sono stati definiti tipologia di interazione, oggetto coinvolto, note operative, e feedback attesi. I rilievi fotografici delle cabine reali hanno guidato la modellazione 3D. I tutor animati sono stati calibrati sulle sequenze di gesti effettivamente eseguite in campo.
Durante lo sviluppo, il cliente ha ricevuto build progressive testabili direttamente su visore, e ha fornito feedback puntuali tramite video-recording delle sessioni. Ogni iterazione ha permesso di raffinare procedure, interfacce, feedback sonori e visivi, avvicinando progressivamente l’esperienza al comportamento reale dell’impianto.

Il progetto ha ricevuto feedback estremamente positivi da parte dei tecnici coinvolti nelle prime fasi di utilizzo, evidenziando un elevato livello di coinvolgimento e facilità d’uso.
La soluzione è attualmente in fase di adozione all’interno dei processi formativi di Unareti, con l’obiettivo di essere integrata in modo esteso nella formazione aziendale.
Benefici principali:
Il progetto dimostra come la realtà virtuale possa migliorare in modo concreto la formazione tecnica nel settore energy & utilities, trasformando procedure complesse in esperienze immersive, sicure e accessibili.
Contesto del progetto: A2A Training Center è stato realizzato nell’ambito di un progetto finanziato tramite Start 4.0, Competence Center per la cybersecurity e sicurezza delle infrastrutture critiche, con fondi del programma NextGenerationEU. Il progetto rientra nelle attività di digitalizzazione delle procedure operative promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ed è un esempio concreto di come i fondi PNRR possano tradursi in strumenti operativi che migliorano la qualità della formazione tecnica in settori strategici come quello dell’energia.