Virtuademy
Lug 29 2021

Con Virtuademy la formazione a scuola diventa immersiva

Virtuademy è la piattaforma di formazione per l’esperienza immersiva rivolta a scuole e università. Niente più fotocopie, mockup, prototipi in cartone e zaini carichi di libri. Virtuademy permette agli studenti di interagire in un ambiente virtuale, realizzato su misura per ogni esigenza formativa, facilitando l’accesso ai materiali.

 

Un anno e mezzo di didattica a distanza

A fine febbraio 2020, il governo italiano annunciava la chiusura delle scuole a causa della pandemia. Quelle che dovevano essere solo un paio di settimane, si sono trasformate poi in un quadrimestre intero. Gli studenti italiani hanno perduto 65 giorni di scuola rispetto ad una media di 27 negli altri paesi occidentali*. Almeno 3 milioni di studenti in Italia non sono stati coinvolti nella didattica a distanza a causa d una mancanza di connessione ad internet o di dispositivi adeguati a casa. Neppure l’anno scolastico 2020-2021 è stato risparmiato dalla didattica a distanza. Il timore è che, col tempo, queste interruzioni possono portare a diseguaglianze educative.

 

 

Com’è cambiata la formazione nell’ultimo anno in Italia

La corsa alla didattica a distanza, oltre ad aver introdotto piattaforme di videochiamata tra gli studenti, ha innescato combinazioni tra strumenti digitali e non digitali

Dai contenuti televisivi a quelli radiofonici a supporto delle scuole, insieme a comunicazioni online (mail, social media, messaggistica via web) e offline (sms, telefonate) da parte dei docenti.

Dal report realizzato da Unicef e Università Cattolica (febbraio 2021) su un campione di 1.028 famiglie sparse per tutta l’Italia, si evince che gli studenti hanno fatto affidamento per l’89% alla comunicazione online e per il 74% a quella offline. Tra gli altri contenuti: contenuti cartacei (libri, eserciziari) sono stati di supporto il 73% delle attività, mentre i contenuti offerti dalle emittenti televisive o radiofoniche per il 33%. Quello che rimane ancora da capire è quanto effettivamente questi strumenti siano stati efficaci nella formazione degli studenti. 

Non tutto il male vien per nuocere. Infatti, in una ricerca promossa dal Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione e “Con i Bambini” e realizzato da “Fondazione Zancan” c’è sicuramente un dato da non sottovalutare. Da un lato, in tutti gli ordini di scuola è emersa una certa fatica nel seguire le lezioni in didattica a distanza, dall’altro, viene riconosciuta la spinta a una maggiore responsabilizzazione degli studenti. Autonomia nell’organizzazione dello studio e, allo stesso tempo, il vantaggio della flessibilità dell’orario e della promozione di un’idea diversa sul ‘fare scuola’, basata anche sull’utilizzo delle tecnologie quali alleate della didattica.

 

Virtuademy: un progetto collegato al concetto di Smart City

La ricerca e sviluppo di Virtuademy comincia ancor prima dell’emergenza scolastica in relazione al Covid con il bando “Call Hub Ricerca e Innovazione” finanziato con risorse POR FESR 2014 – 2020” del 2019 della Regione Lombardia. In partnership con il Politecnico di Milano che, con l’esperienza e il know-how proprie del mondo accademico e didattico, completa il nostro know-how lato tecnologico insieme a Vodafone nell’ambito del progetto Base 5G.

È interessante vedere come il bando sia arrivato quando ancora la formazione si svolgeva in presenza, tra i banchi di scuola. In un certo senso, aveva già anticipato il bisogno di innovare l’apprendimento.  

Il progetto si sta sviluppando in un momento storico in cui la didattica a distanza ha collezionato una serie di “fatiche” che hanno bisogno di essere “valicate”. Pensiamo ad esempio alla cosiddetta “zoom fatigue” e a quel senso di spossatezza che si prova dopo tante ore di videochiamata. 

In un recente post sul nostro blog abbiamo affrontato come comunicare su Zoom e piattaforme simili presenti grossi problemi di mantenimento della soglia di attenzione. Infatti, il coinvolgimento emotivo delle persone è inevitabilmente più basso. Abbiamo visto come la spatial collaboration – che mixa fisico e digitale – abbia dato contributi positivi, in molti ambiti e contesti aziendali. Per questo motivo, i nostri sforzi di ricerca e sviluppo sono volti a rendere più coinvolgenti le attività di formazione e comunicazione, grazie all’impatto delle tecnologie immersive sulle emozioni. Tutto questo non è applicabile solo al mondo e ai processi delle aziende private; il bando della Regione Lombardia ha aperto le porte anche alla pubblica amministrazione.

 

AnotheReality - Spatial Collaboration | VR

Immagini dalla versione beta di Virtuademy.

Dalla didattica a distanza alla formazione immersiva

Le esperienze immersive riportano in gioco tutte quelle interazioni che si sono perse con la DaD. Primo fra tutti, il senso di presenza e quindi interazione con l’ambiente circostante.  

Le tecnologie AR e VR “ingannano” il nostro cervello facendogli credere di essere da un’altra parte, in un posto che realmente non esiste. 

L’emozione che si prova tramite l’utilizzo di queste tecnologie è un’emozione diretta, ovvero la stessa che proveremmo in una realtà reale. 

Un’emozione provata tramite qualsiasi altro media (dallo schermo di un computer alla lettura di un libro) è un’emozione indiretta: in questo caso il nostro cervello deve elaborare e interpretare le informazioni per immaginare qualcosa e quindi farci provare quella determinata emozione.

Con la realtà virtuale, il cervello non deve reinterpretare niente: vediamo davanti a noi esattamente quello che vedremmo nella realtà. Va da sé che una lezione imparata sui libri è completamente diversa da un’esperienza immersiva. 

Ad esempio, Google ha sviluppato Google Expeditions, un’app immersiva con oltre 1.000 esperienze VR che offre a insegnanti e studenti la possibilità di viaggiare in luoghi remoti, oltre l’aula, senza realmente lasciarla. Per aumentare coinvolgimento e comprensione dei contenuti, la libreria AR porta oggetti 3D all’interno dello spazio della classe, contribuendo a dare vita a oggetti astratti come tornado o alveari.

Oppure, Labster VR offre più di 100 tipi di laboratori virtuali per scuole e università.

Avere un laboratorio virtuale per garantire agli studenti un ambiente sicuro e interattivo per l’apprendimento delle materie STEM, è sicuramente un ottimo asset. 

Ad esempio, nei laboratori di fisiologia gli studenti possono partecipare a una sperimentazione clinica in realtà virtuale e studiare gli effetti fisiologici acuti e cronici dell’allenamento ad intervalli ad alta intensità, su uno stile di vita sedentario.

Altro esempio, l’app Waypoint EDU dove gli studenti possono esplorare cacce al tesoro personalizzate in realtà aumentata. Dopo che gli insegnanti hanno creato il percorso della caccia al tesoro, possono condividerlo ai dispositivi vicini o tramite e-mail o SMS. Ciò estende il contenuto immersivo attraverso i visori, consentendo a tutti gli studenti di partecipare attivamente.

 

Immagini dalla versione beta di Virtuademy.

 

Virtuademy: formazione immersiva ed esperienza innovativa

L’obiettivo è quello di erogare i contenuti formativi sotto forma di esperienza immersiva avvalendosi di una piattaforma da cui il docente possa personalizzare la lezione. 

Come se con Virtuademy la formazione immersiva potesse essere costruita mattone su mattone, l’insegnante “crea” la lezione caricando i contenuti sulla libreria di contenuti da presentare durante la lezione immersiva. File, video, modelli 3D: l’interattività non ha limiti.

A questo punto, può scegliere se erogare in modalità sincrona o asincrona.

Per quanto riguarda la sincrona, il docente invia un appuntamento di calendario agli studenti i quali si collegano, nel giorno e nell’ora prestabiliti, per seguire in simultanea la lezione immersiva. 

Mentre la modalità asincrona vede gli studenti collegarsi in autonomia alla piattaforma, con la possibilità di scaricare i contenuti resi disponibili.

Siamo all’apice di una nuova entusiasmante fase di connessione, interconnessione e di ispirazione per gli studenti. Con la possibilità di sperimentare nuovi mondi, esplorare luoghi irraggiungibili e fornire un contesto visivo per concetti astratti, VR, AR e XR possono rendere l’apprendimento più giocoso e di impatto suscitando curiosità e interattività con il mondo che ci circonda.

Con l’occasione del progetto Virtuademy dedicato formazione immersiva per una didattica più moderna, stiamo arricchendo la nostra piattaforma per creare mondi virtuali per la remote education.


Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco

Confucio

 

*Fonte dati: “Learning at a Distance – Children’s remote learning experiences in Italy during the COVID-19 pandemic” report di Giovanna Mascheroni; Marium Saeed; Marco Valenza; Davide Cino; Thomas Dreesen; Lorenzo Giuseppe Zaffaroni; Daniel Kardefelt Winther.

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